Simona Esposito
Ho sempre guardato al coro come a un’allegoria del mondo. Una moltitudine di individualità che insieme creano un unicum, così come l’insieme delle voci armonizzate dà vita a un pezzo. A un’emozione.
È stata perciò grande la mia sorpresa quando ho ricevuto la proposta di interpretare non una, ma ben tre corali, trascritte per voce recitante, due clarinetti e bayan. L’idea è balenata a Guido Arbonelli il quale, assieme a Natalia Benedetti, ha dato vita al Namastè Ensemble, un duo modulabile con la possibilità di aprirsi a inserimenti: in questo caso di Eleonora Tomassetti al bayan – uno strumento della famiglia delle fisarmoniche nato in Russia agli inizi del Novecento, con caratteristiche tecniche che lo rendono estremamente versatile.
Con il mio umile apporto abbiamo eseguito in occasione di due importanti festival musicali i brani “O Magnum Mysterium“, “O Sanctissima” e “Ave Maria” di Mariano Garau, di cui avevo già sentito dire mirabilia da parte di un musicista e docente suo conterraneo. E in quell’occasione ho avuto modo di constatare che l’ammirazione era più che giustificata.
Ho ascoltato per mia cultura altri brani di Mariano Garau, che ha al suo attivo un repertorio vastissimo e multisfaccettato anche se la sua produzione più cospicua si incentra sulla musica sacra. E ho ritrovato quello splendore dell’insieme di voci che si levano al cielo che mi aveva incantata già dalle prime volte nelle quali avevo ascoltato un coro cantare. Ho scoperto per conto mio – perché Mariano Garau, così come Guido Arbonelli e Natalia Benedetti, è tra i musicisti più brillanti ma meno autoreferenziali che abbia mai incontrato – che le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo, in ambiti molto prestigiosi e da formazioni corali di alto livello, e apprezzati da ascoltatori di culture diverse. E il perché di tanto successo è facilmente intuibile.
Mariano Garau fa tesoro di secoli di musica corale, di stilemi, di forme compositive, di suggestioni del passato che ripropone attraverso la lente dei progressi attuali. Il canto gregoriano, il canto rinascimentale, il canto settecentesco si affacciano tra le sue pagine risplendendo di modernità, in un fulgore che si connette direttamente con il divino. Ascoltando ad occhi chiusi pezzi diversi si ha come la sensazione di essere portati da una macchina del tempo in un viaggio tra le grandi cattedrali attraverso epoche diverse. Per poi ritrovarsi ai giorni nostri. Più ricchi dentro. Di emozioni. Di immagini. Di quella elevazione spirituale che il canto sacro riesce a dare.
[E considerato il risultato più che soddisfacente della trascrizione per formazione differente dal coro, si apre un mondo infinito di possibilità di fare vivere le composizioni di Mariano Garau con mille “voci” diverse.]
Simona Esposito – Performer teatrale. Critica letteraria e musicale.
Mariano Garau – O MAGNUM MYSTERIUM, AVE MARIA, O SANCTISSIMA!
X FESTIVAL DI MUSICA SACRA! TODI -Tempio di Santa Maria della Consolazione
Simona Esposito Voce narrante
NAMASTE ENSEMBLE di Perugia,
Natalia Benedetti Mattia Rellini Lorenzo Tacchio
Guido Arbonelli Eleonora Tomassetti Bayan

